E’ vietato pubblicare o postare fotografie di minori nei social networks senza il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale

E’ vietato pubblicare o postare fotografie di minori nei social networks senza il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale

E’ vietato pubblicare o postare fotografie di minori nei social networks senza il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale; ogni violazione del divieto comporta il versamento di una somma di danaro in favore dei minori.

E’ recentemente comparsa su riviste in materia di diritto di famiglia il testo dell’ordinanza del Tribunale di Rieti, Sez.  III del 7 marzo 2019 con cui è stato riaffermato il divieto della pubblicazione di fotografie dei minori sui social networks in mancanza del consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale.

Il principio era stato espresso in precedenti pronunce (ordinanza Trib. Mantova 19.9.2017 e Trib. Roma 23.12.2017).

Il motivo fondamentale di tale divieto è la tutela dei minori in quanto l’inserimento di foto sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievoli per essi, determinando la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini; inoltre vi potrebbe essere il pericolo che qualcuno, con procedimenti di fotomontaggi, ne tragga materiale pedopornografico da far circolare in rete.

 Il provvedimento del Tribunale di Rieti è particolarmente interessante per alcuni profili.

 In primo luogo la controversia che ha dato luogo alla pronuncia non è tra i genitori dei minori, come in genere accade, ma tra la nuova compagna del padre e la madre dei bambini.

Infatti la nuova compagna del padre aveva pubblicato sul suo profilo Facebook ed in altri social le fotografie dei minori (oltre che commenti indirizzati alla madre); dopo il ricevimento di una    diffida della madre aveva rimosso le fotografie ma successivamente ne aveva pubblicate altre.

 Il divieto di pubblicazione di foto di minori senza il consenso dei genitori è principio generale che vale per chiunque.

 In secondo luogo il Tribunale ha disposto anche la condanna della nuova compagna del padre dei bambini al pagamento di una somma di danaro in favore dei bambini medesimi (€ 50,,00) per ciascuna violazione di quanto ordinato.

Più precisamente il Tribunale ha ordinato alla nuova compagna la rimozione di “immagini, informazioni, dati relativi ai minori inseriti sui social networks comunque denominati“ entro il termine ivi indicato ed ha inibito “la diffusione in social networks comunque denominati e nei mass media delle immagini, delle informazioni e di ogni dato relativo ai minori in assenza del consenso di entrambi i genitori”. Ha inoltre determinato (ai sensi dell’art. 614 bis cpc) nella misura di € 50,00 la somma dovuta “per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordine di rimozione nonchè per ogni episodio di violazione dell’inibitoria in favore dei minori in solido tra loro da versarsi su conto corrente intestato ai minori medesimi”.

 In terzo luogo l’ordinanza del Tribunale di Rieti è interessante per la precisa individuazione delle norme poste a tutela dei minori e del loro diritto all’immagine.

 Il Tribunale richiama l’art. 10 Cod. Civile (tutela del diritto all’immagine), gli artt. 1 e 16 c. della Convenzione di New York del 20.11.1989 sui diritti del Fanciullo (tutela da interferenze nella vita privata del minore), lart. 96 L.633/1941 sul diritto di autore, gli artt. n.7-8-145 Dlgs 196/2003 (diritto alla privacy) ed il Reg. UE n. 679/2016 (trattamento dei dati personali e privacy).

Fonte: Il Quotidiano Giuridico , 4 aprile (nota di: Carola Moretti)



Scritto in Notizie il 11.09.2019