Danno causato da errore del medico

Danno causato da errore del medico

L’indennizzo riconosciuto al danneggiato va diminuito se quest’ultimo risultava affetto da una patologia pregressa

La Cassazione ha recentemente ribadito che, qualora un precedente stato morboso del danneggiato sia ritenuto come antecedente privo di interdipendenza funzionale con la condotta del sanitario, ma dotato di efficacia concausale nella determinazione complessiva della situazione patologica riscontrata, esso non rileva sul piano della sussistenza o meno del rapporto causale tra la condotta colposa e l’evento dannoso, bensì interessa unicamente nella valutazione equitativa del danno.

Pertanto, accertato il rapporto di causalità tra la condotta colposa del medico e l’evento dannoso, la valutazione della malattia pregressa del danneggiato dovrà limitare il calcolo dell’ammontare dovuto dal soggetto danneggiante, a causa del differente momento della delimitazione dell’ambito del danno risarcibile e della determinazione del risarcimento.

Spetterà alla Corte di merito fissare l’idoneo criterio di valutazione equitativa del danno, considerando tutte le circostanze del caso concreto, tenendo conto di tutti gli aspetti e dandone una congrua motivazione.

Si riporta estratto della sentenza Cassazione Civile, sez. III , sentenza n° 20829 del 21.8.2018

“In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, ove si individui in un pregresso stato morboso del paziente/danneggiato (nella specie, leucomalacia periventricolare - danno alla sostanza bianca presente nel cervello-) un antecedente privo di interdipendenza funzionale con l'accertata condotta colposa del sanitario (nella specie, intempestivo intervento di taglio cesareo di fronte a sofferenza fetale acuta), ma dotato di efficacia concausale nella determinazione dell'unica e complessiva situazione patologica riscontrata, allo stesso non può attribuirsi rilievo sul piano della ricostruzione del nesso di causalità tra detta condotta e l'evento dannoso, appartenendo ad una serie causale del tutto autonoma rispetto a quella in cui si inserisce il contegno del sanitario, bensì unicamente sul piano della determinazione equitativa del danno, potendosi così pervenire - sulla base di una valutazione da effettuarsi, in difetto di qualsiasi automatismo riduttivo, con ragionevole e prudente apprezzamento di tutte le circostanze del caso concreto - solamente ad una delimitazione del "quantum" del risarcimento.”

Fonte: Giustizia Civile Massimario 2018

Scritto in Notizie il 11.01.2019